Breve biografia di Padre Eugenio Caligari

Data di Nascita: 1938
Appartenenza: Comboniani
Parrocchia di provenienza: Chiavenna
Dove opera attualmente: Sudan
Nome Missione: Comboni Missionaries – Catholic Churc RAGA
Indirizzo recapito: P.O. Box 13209 – KHARTOUM

Ordinato il 30 Marzo 1963 dal Cardinale Montini, nel Duomo di Milano
.
Prima Messa celebrata il 31 Marzo 1963 nella Chiesa del Sacro Volto
Missionario Comboniano

Missione di Omdurman – SUDAN

Padre Caligari è nato e vissuto a Chiavenna prima di entrare in seminario. Il suo rapporto con don Eugenio nacque dal fatto che i suoi genitori si trasferirono all’Isola poco prima che Padre Caligari venisse ordinato Sacerdote. Il caso volle che andassero ad abitare in via Confalonieri 11 nella stessa casa dove era nato don Eugenio, che ne venne a conoscenza. Questa casualità unita alla richiesta che padre Caligari potesse celebrare la prima Messa nella chiesa del santo Volto fece si che venisse considerato di fatto un Allievo dell’Oratorio. Con il quale è rimasto poi in costante contatto.

sudan

Dove si trova

Catholic Churc RAGA
P.O. Box 13209
KHARTOUM
Sudan

Ultime lettere dal Sudan

Cari Amici,
un saluto e un augurio dal Sudan.
Stiamo concludendo il 2019, anno pesante per noi ma importante per questo paese. Penso che un po’ abbiate seguito i recenti sviluppi della situazione in Sudan. La rivoluzione, iniziata poco prima del Natale dello scorso anno, è riuscita a cacciare dal potere un dittatore che ha governato il Sudan negli ultimi 30 anni.
La situazione economica era degenerata così tanto che le persone avevano raggiunto il limite della loro pazienza. Il periodo di transizione sotto i militari è durato quattro mesi. In questo tempo siamo stati tristemente testimoni dei massacri di manifestanti come è accaduto all'inizio di giugno ma la forza della società civile ha portato i militari a fare un passo indietro e a creare un governo di transizione congiunto che rimarrà in carica per tre anni e guiderà il paese a libere elezioni.

Per intanto la situazione economica è’ veramente brutta: inflazione alle stelle, prezzi che salgono tutti i giorni. Mentre i problemi economici richiederanno tempo prima di essere risolti, ci attendiamo che un certo livello di libertà venga garantito. Anche noi, come Chiesa, abbiamo iniziato a vedere alcuni segni positivi di apertura alle nostre esigenze di libertà e riconoscimento.

Chiedo anche a voi di pregare che la calma che stiamo vivendo ora duri e le difficoltà, come quella legata ai i visti di ingresso, vengano risolte. Un bel segnale lo abbiamo ricevuto proprio ieri: il 25 dicembre saràper la prima volta festa nazionale.

Nonostante il numero sempre minore di missionari il lavoro non è diminuito. L'afflusso di persone provenienti dal Sud Sudan è costante dal 2013. Anche con alcuni segnali di pace in arrivo, le persone sono piuttosto scettiche. L'esperienza del passato ha insegnato loro ad essere cauti. Del resto, non hanno fretta di tornare a casa. Il numero è aumentato a oltre un milione di nuovi arrivi negli ultimi tre anni. Sono sparsi in tutto il paese e principalmente in luoghi dove possono trovare alloggio e lavoro.
Le celebrazioni domenicali sono ben frequentate in tutti i centri sparsi per il paese. il respiro di una nuova vita che anima le nostre Chiese. Feste come il Natale, la festa di san Daniele Comboni e altre vengono celebrate con grande intensità e gioia. È incredibile come le persone qui possano trascendere i propri problemi di sopravvivenza quotidiana e, soprattutto in momenti come questo, trovare tutta questa energia e vitalità.

Per i disordini durante la rivoluzione, le scuole sono rimaste chiuse. Ora stiamo cercando di ricuperare il tempo perduto con lezione supplementari. La nostra scuola di Izba é sempre piena di alunni.

Vorrei concludere cogliendo l'occasione per ringraziare ognuno di voi per il vostro sostegno alle missioni sia in termini spirituali che materiali. Io e i miei fedeli ricambiamo con il nostro ricordo costante al Signore.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo a Voi e alle Vostre Famiglie

Con affetto e gratitudine,

p. Eugenio

Cari Amici,
la settimana scorsa un missionario giovane mi ha fatto partecipare attraverso YouTube alla preghiera del Papa per la pandemia: ho potuto così vivere un’ora in preghiera con il Papa e penso che l’abbiate fatto anche voi, un modo per stare uniti. Mi ha colpito che il Papa abbia ripetuto più volte le parole degli Apostoli: “Signore, non ti importa che stiamo morendo?” Ma anche: “Non abbiate paura; non avete Fede?”
Siamo prossimi alla Pasqua 2020, forse la Pasqua più strana di tutta la nostra vita. In Italia, siete nel pieno dell’epidemia con tanti morti e infettati e tutti rinchiusi in casa. Cerco di tenermi informato sulle notizie italiane ed essere vicino a tutti voi.
Qui siamo forse solo all’inizio dell’epidemia. Come da voi, abbiamo sospeso Messe e preghiere comunitarie: ognuno prega a casa.
La gente qui non capisce la prevenzione e se arriverà il Coronavirus sarà un vero disastro, nonostante sia stato ordinato il coprifuoco dalle 18.00 alle 6.00. La gente continua la vita normale: lavoro, mercato e assembramenti vari. Un altro dramma che affligge la gente è un’inflazione alle stelle, la gente non ha denaro, deve lavorare per procurare i soldi per il pane quotidiano.
La nostra sanità è’ impreparata per l’emergenza: una ventina di respiratori per i dieci milioni di abitanti solo qui nelle capitale. Come sempre, ma senz’altro più di sempre, siamo nelle mani del Signore.
Quest’ultimi due anni sono stati difficili per il Sudan. L’anno scorso la rivoluzione per cacciare il dittatore Bashir ha condizionato la vita, l’economia, la scuola. Quest’anno, il coronavirus ha fatto chiudere le scuole in anticipo, si lavora di meno e la povertà e in continua crescita.
C’è della gente che comincia a preoccuparsi, ma la maggioranza non ha percezione del pericolo. Altri pongono la fiducia completamente e fatalisticamente nelle mani del Signore. E’ difficile, quasi impossibile, far capire loro che il Signore ci è vicino, ma noi dobbiamo fare la nostra parte.
Nonostante tutte queste notizie piuttosto negative, invio a voi Auguri belli, di vita. Senz’altro siamo in buone mani.
Che il Signore risorto ci aiuti a vivere la Risurrezione, magari in un modo nuovo. 

BUONA PASQUA.
p. Eugenio 

Cari Amici,

Siamo arrivati al Natale e alla fine del 2006:

ringraziamo il Signore per tutte le grazie con cui ci ha accompagnato in quest'anno! Si conclude per me il primo anno quasi completo passato qui a Raga.

E nel complesso devo dire che è andato molto bene.

Come sapete questa missione è formata da due grandi missioni del passato, Raga e Deim Zubeir, che per mancanza di personale e di sicurezza, sono state servite da Raga. Il territorio è molto vasto e ci sono 11 centri grossi (da 500 a 5000 persone) più tantissimi centri minori.

Ho trovato casa e chiesa molto in disordine e mancanti di tante cose, così ho lavorato sodo per rimettere le cose un po' in sesto. Rimane ancora tanto da fare ma almeno il minimo ce l'abbiamo.

Sul piano spirituale e pastorale, assieme a padre George, mio collaboratore, siamo stati attenti a vedere il lavoro svolto dai sacerdoti prima di noi e il cammino della comunità, per proseguirlo senza creare traumi e spaccature. Dovuto alla guerra e ai disastri, personali più che quelli fisici, qui a Raga negli ultimi sei anni non è stato possibile seguire il lavoro dei consigli pastorali centrale e locali e dei Catechisti che sono un po' l'ossatura della nostra Chiesa, dato che in molti posti possiamo andare solo alcune volte all'anno.

Anche le Scuole, Primaria maschile e femminile, e la Secondaria qui a Raga e fuori scuolette e asili richiedono lavoro di supervisione e aiuti vari e...lasciano un bel po' a desiderare.

Questo sarà un po' l'impegno per il prossimo anno.

Ottobre e metà novembre è stato caratterizzato per me da influenza e poi malaria che mi hanno lasciato molto debole e privo di forze.

Per Natale (prima e dopo) farò il giro dei centri più grossi per dare l'opportunità anche a quei cristiani di vedere il padre e celebrare la Messa e i battesimi dei bambini e confessioni ecc. Non vi nascondo che col passare degli anni questi giri mi costano sempre più: dormire dove e come capita, mangiare quel che ti danno; vedere molta gente e i loro fastidi, vedere e risolvere i problemi dei consigli pastorali e dei catechisti.

Il tutto in un ambiente parecchie volte al limite della fame e indigenza, con un clima che nonostante la firma della pace lascia ancora tanto a desiderare e sotto sotto c'è ancora tanta incertezza. Per me e per tutti noi vi domando di pregare tanto.

Abbiamo ricevuto un telefono satellitare che ci permette di comunicare in caso di bisogno. Per il resto siamo uniti a Wau (300 km) con una pista tra sassi e foreste e torrenti da dicembre a giugno. Poi le piogge ingrossano i torrenti e non si passa più. C'è un aeroplanino che viene di quando in quando. Appena si sente il rumore si corre alla pista sperando ...posta o qualche pacchetto di cibo o altro.

Devo scusarmi: avrei voluto scrivere a ciascuno di voi personalmente, ma purtroppo le mie comunicazioni con il mondo esterno sono poche e difficili e non sempre ci si può fidare a dare posta a mano.

Chiudendo e facendovi gli auguri di Buon Natale e Buon Anno, voglio esprimere a tutti voi la mia più grande riconoscenza per l'amore con cui mi seguite con le vostre preghiere e con l'aiuto materiale che mi permette i aiutare tanti bambini e povera gente bisognosa di tutto.

Vi raccomando costantemente al Signore e alla Madonna che sappiano loro ricambiare la vostra generosità e amicizia. Saluti a tutti e AUGURI.



Vostro p. Eugenio

La missione a Raga in Sudan

Padre Eugenio Caligari
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