"L'Oratorio è la grande famiglia e la seconda casa di ogni ragazzo, di ogni giovane e di noi tutti.”

don Eugenio Bussa

Oratorio di Sant'Antonio

Una grande famiglia
le fondamenta
Le "fondamenta"

don Eugenio lo definisce così: "...L'Oratorio è la grande famiglia e la seconda casa di ogni ragazzo, di ogni giovane e di noi tutti.”
E aggiunge:
“...carissimi Cooperatori, non sono l'organizzazione, pur necessaria, o i grandi mezzi che fanno andare avanti l'Oratorio: ma è l'amore che noi dimostriamo verso i ragazzi e i giovani, e verso l'Istituzione, che li attira in Oratorio!"

Sicuramente chi frequenta l'Oratorio trova in don Eugenio prete, l'educatore, il maestro di vita, ma anche un attento e premuroso papà che, come tale, è anche esigente e severo.
Poiché convinto del valore educativo dell'Oratorio, e ne constata i preziosi frutti che ne derivano, non scende a compromessi con i principi fondamentali che lo reggono.

Pur adottando un certo grado di tolleranza, stabilisce per tutti norme di disciplina, da tutti pretende ubbidienza e non accetta comportamenti e linguaggio che non siano adeguati all'ambiente.
Dai giovani esige la coerenza con l'appartenenza alla famiglia dell'Oratorio: non sopporta chi nella scuola, sul posto di lavoro o tra la gente ne prova vergogna; e da loro esige anche la sincerità, per non incorrere in falsi comportamenti, e la schiettezza perché il loro parlare rispecchi appieno, qualunque sia, il loro pensiero.
Non tollera perciò l'ambiguità: per un giovane che sceglie un comportamento di compromesso ritiene sia meglio per lui lasciare l'Oratorio.

Ma alla severità, che ancor prima che agli altri impone rigidamente a se stesso, don Eugenio affianca la dolcezza dell'amore totale e incondizionato che nutre per i suoi ragazzi e giovani testimoniato da molteplici iniziative e da un'attività spinta fino alla consumazione fisica.

1949 Don Eugenio con un gruppo di ragazzi
Accoglienza

Amore che si manifesta innanzi tutto nell'accogliere in Oratorio ogni ragazzo, appartenente a famiglie di qualsiasi estrazione o fede politica, povere o benestanti, unite o separate, credenti o no per don Eugenio non fa differenza alcuna.
Nessuna condizione o situazione familiare origina privilegi o discriminazioni tra i ragazzi che, tra loro completamente integrati, nell'Oratorio si sentono tutti uguali, gratificati.
Amore che si riscontra anche nel modo con il quale don Eugenio trasmette i valori e gli insegnamenti del Vangelo o con il quale cura la crescita spirituale e umana di ogni ragazzo;
- provvede, con estrema discrezione e riservatezza, ad aiutare le famiglie dei ragazzi che si trovano in condizioni di bisogno;
- sostiene le attività sportive e sollecita i ragazzi a parteciparvi;
- assicura divertimenti e organizza giochi ai quali spesse volte partecipa di persona;
- organizza interessanti e piacevoli gite e bellissime vacanze al mare o in montagna;
- difende e sostiene i deboli, protegge i perseguitati;
- magari, anche soltanto, vivacizza un timido o "mette in riga" chi intende fare il prepotente.

I suoi ragazzi, e in Oratorio ne ha visti passare migliaia, li conosce uno ad uno, a distanza di anni li riconosce, ricorda i loro nomi e dove abitavano da bambini!, con rispetto e senza plagiarli stimola le loro qualità migliori, trasmette certezze, indica i fini a cui tende e le vie per raggiungerli, nelle difficoltà è al loro fianco per confortarli e aiutarli a superarle.
E' lui che, sempre attento, si accorge dai comportamenti del tale o talaltro, che c'è qualcosa che sta cambiando nel ragazzo, nell'adolescente o nel giovane: quindi è lui, con premura e preoccupazione, a fare il primo passo per capirne le ragioni e con la sua affettuosa disponibilità spiega, chiarisce, raccomanda, consiglia, indirizza... o dispensa solenni lavate di capo! al fine di evitare loro possibili errori o sbandamenti.
E, quando necessario, interviene anche personalmente con decisione per porre rimedio a particolari situazioni personali o familiari che possono portare anche un più minimo squilibrio nella vita del giovane.
Amore quindi che nasce dalla sentita responsabilità che come prete di Oratorio si è assunto, di fronte a Dio e alla propria coscienza, allo scopo di seguire nel lungo cammino di preparazione e formazione alla vita cristiana i ragazzi e i giovani che gli vengono affidati dalle famiglie.
Responsabilità che don Eugenio considera un dovere al quale ogni prete di Oratorio si deve sentire moralmente vincolato al fine di esercitare, anche se in forma putativa, una pur sempre responsabile paternità.

Oratorio
Aperto tutti i giorni dell’anno

Fatta eccezione per il pomeriggio e la sera di Natale, da trascorrere nell'intimità delle proprie famiglie, l'Oratorio è aperto tutti i giorni dell'anno.
Durante l'anno oratoriano, che coincide con l'anno scolastico, nei giorni feriali:
- al pomeriggio per i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori (ricreazione e breve visita in chiesa)
- alla sera, dopo cena, per i giovani che lavorano o che frequentano le scuole superiori (breve visita in chiesa e divertimenti vari).
Alla domenica, per tutto l'anno, e nelle festività l'Oratorio è aperto a tutti, al mattino (ricreazione, S. Messa, giochi vari), al pomeriggio, salvo un intervallo dedicato al catechismo e alla Benedizione Eucaristica, è tutto dedicato ai giochi e al divertimento collettivo) alla sera, come nei giorni feriali, è aperto solamente ai giovani.

Durante l'apertura dell'Oratorio i sacerdoti sono sempre presenti, mentre i Cooperatori sono tutti presenti alla domenica e in parte nei giorni feriali.
Sospese le normali attività al termine dell'anno oratoriano, i ragazzi che trascorrono parte delle loro vacanze in città non possono essere lasciati per mesi allo sbando sui marciapiedi o sulle piazze del rione: per loro viene quindi avviata l'attività dell’Oratorio feriale estivo che possono frequentare tutti i giorni della settimana, per tutto il periodo delle vacanze scolastiche durante il quale, sono assicurati studio (compiti per le vacanze), ricreazione, divertimenti collettivi, gare, tornei, spettacoli e passeggiate.
Durante lo stesso periodo tutte le sere l'Oratorio è aperto ai giovani, che si ritrovano per trascorrere in compagnia qualche ora di svago e divertimento.

Oratorio cooperatori
I Cooperatori

Garantire l'assistenza educativa e soddisfare le esigenze ricreative dei quattrocento - quattrocentocinquanta ragazzi e giovani in Oratorio ogni domenica, e dei centocinquanta - duecento presenti al pomeriggio nei giorni feriali, e tutto il giorno all'Oratorio feriale estivo nonché, durante tutta l'estate provvedere anche all'assistenza nelle case di vacanza, non è certamente un'impresa semplice.
Anche se don Eugenio è aiutato dal sacerdote vice direttore del Patronato l'efficienza dell'Oratorio, con le tante attività in atto, richiede la collaborazione di decine di persone, i Cooperatori.

Cooperatori non si diventa per semplice dichiarata disponibilità alla mansione; in gran parte provenienti dal vivaio dell'Oratorio, sono scelti e formati da don Eugenio tra chi possiede, oltre alle doti particolari necessarie per svolgere l'incarico al quale sono preposti, tanta pazienza e l’un l'altro di mettersi a disposizione, o meglio al servizio, degli altri, nonché la predisposizione a conquistare la stima e la fiducia del ragazzi attraverso la capacità di “ascoltarli".

25 Aprile 1973 - Don Eugenio serve la tradizionale cioccolata ai neo comimicati
Entusiasmo e vitalità 

Malgrado gli ambienti un po' malandati, gli spazi ridotti e le strutture scarse, l’Oratorio del Patronato Sant'Antonio è sempre brulicante di tanta gioventù.

In proposito, nel dicembre 1965, don Eugenio scrive:
"... specialmente la domenica, da ottobre a giugno, lo spettacolo è commovente e impressionante.
E tanto più impressionante, quanto angusto è il cortile. Ma da dove vengono tutti questi bambini? e quanti giovani! Devo confessare che questa domanda, in cuor mio, me la faccio da diverse domeniche.
Il Patronato non ha spazio: cortile piccolissimo, locali insufficienti, senza palestra, spettacoli cinematografici... di ultima visione, ritrovi sotterranei, buffet... antiquatissimo. ecc.
Eppure i ragazzi accorrono e si adattano con uno spirito e un entusiasmo sorprendenti.
Rimane da concludere che l'amore al proprio Oratorio (che non è altro che una intima esigenza spirituale) è profondo, sentito e sincero!

... E' vero che i tempi sono cambiati! E' vero che le esigenze moderne hanno creato problemi!
E' vero peraltro che nuove forme s’impongono! Ma immutabili rimangono le esigenze dello spirito e soddisfatte quelle, soddisfatti sono i giovani! Oggi si esagera nel creare il problema della gioventù, nel fame una vera letteratura, una questione sociale.”

14 Gennaio 1968  L'Arcivescovo di Milano, Giovanni, Card. Colombo, con i Cooperatori dell'Oratorio del Patronato Sant'Antonio
Due autorevoli riconoscimenti

La vitalità dell'Oratorio del Patronato Sant'Antonio è una realtà che si merita, tra i tanti, due autorevoli riconoscimenti che vale la pena ricordare.

14 Gennaio 1968: l'Arcivescovo di Milano, Giovanni Card. Colombo, in visita pastorale alla Parrocchia di Sant’Antonio, in via Farini, rende visita anche al Patronato, dove vuole incontrare i ragazzi e i giovani dell'Oratorio. Nella chiesa dedicata al Sacro Volto parlando dell'Oratorio come istituzione alle centinaia di presenti si dice contento per la loro assidua frequenza, e tra la sorpresa di tutti aggiunge: "Ricordatevi figliuoli che il vostro Oratorio è stato più e più volte citato ad esempio a tutta la Diocesi!".

15 Gennaio 1969: S.S. Paolo VI riceve in udienza privata don Eugenio accompagnato da quaranta Cooperatori.
Papa Paolo VI, che come Arcivescovo di Milano ha conosciuto bene l'attività del Patronato Sant'Antonio, parlando a lungo al gruppo dei presenti così, tra l'altro, si esprime: "Voi non sapete cosa rappresenti per Noi la vostra presenza! Voi siete un raggio di luce nelle tenebre, una goccia di sollievo in un mare di dolori! Vorrei che in tutto il mondo sorgessero Patronati e Oratori come il vostro! Tornate alle vostre case e siate fieri di, essere quello che siete!".
Al termine dell'udienza privata don Eugenio chiede al Papa: "Santità permette che le baci l’anello?" Ma mentre sta per inginocchiarsi il Pontefice lo rialza dicendogli: "don Eugenio, qui ci vuole un abbraccio" ... e don Eugenio va quasi in “tilt".

15 Gennaio 1969 - Al termine dell'udienza privata Don Eugenio chiede al Papa: "Santità permette che le baci l'anello? " Ma mentre sta per inginocch;ars; il Pontefice lo rialza dicendogli : " Don Eugenio, qui ci vuole un abbraccio ! " ... e Don Eugenio va quasi in "tilt"I
 15 Gennaio 1969 S.S.Paolo VI parla ai Cooperatori dell'Oratorio del Patronato Sant'Antonio, ricevuti in udienza privata.
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