..."chi ha lavorato, sempre ed esclusivamente per la gioventù, ha sempre l'esatta valutazione della necessità di affiancare all'opera educatrice quella del divertimento; non foss'altro per togliere dall'occasione di divertimenti illeciti, il fanciullo, il giovanetto e il giovane che senza divertimenti "non possono stare!"...

don Eugenio Bussa

L'oratorio e il divertimento

I fanciulli e i giovanI che senza divertimenti non possono stare!
Carnevale 1974 - Il Coro de "L'orchestra delle scale"

All'inizio del 1955 su "Salviamo la Gioventù” don Eugenio in un lungo articolo, intitolato "Il divertimento in funzione dell'educazione giovanile" afferma:
... "chi ha lavorato, sempre ed esclusivamente per la gioventù, ha sempre l'esatta valutazione della necessità  di affiancare all'opera educatrice quella del divertimento; non foss'altro per togliere dall'occasione di divertimenti illeciti, il fanciullo, il giovanetto e il giovane che senza divertimenti "non possono stare! Dunque, e nessuno si scandalizzi, oggi, è necessario trovare il denaro, oltreché per soccorrere i poveri e per sostenere infinite opere di carità, anche per i divertimenti della gioventù! Dunque la nostra gioventù oggi è insidiata, come non mai in passato, da pericoli ben gravi, se la beneficenza deve scrivere, nell'elenco delle opere buone da aiutare, anche la voce "divertimento per la gioventù”...

E' fin troppo evidente che il divertimento è usato come mezzo per attrarre la gioventù; per distoglierla dai pericoli, del divertimento malsano e soddisfarla al bisogno del divertimento in un modo sano, utile ed anche educativo.

Molte persone, che esprimono la loro sorpresa nel vedere l'Oratorio sempre affollato da grandi masse di giovani e che si congratulano della riuscita di tanti sforzi e dell'incessante cumulo di attività, ci rivolgono in conclusione sempre le stesse domande: "come fate a tenere così tanti ragazzi in un cortile così piccolo e a sopportare e resistere per tanti anni a tanto baccano? e che cosa date loro per tenerli vicini?" … abbiamo sempre curato, senza badare a fatiche e senza risparmio di energie e di denaro, il divertimento, lo svago e quant'altro era necessario per la nostra gioventù. Specie per i piccoli, come è possibile giungere a loro se non si, offre la possibilità di unire, al proprio dovere, anche lo svago necessario?

Un Oratorio dove si facesse solamente catechismo, istruzione e pratiche religiose noi non lo concepiamo!
La domenica senza svago, senza un sano divertimento non la riteniamo possibile!

Potremo avere anche mille ragioni nel lodare i tempi passati, per noi sinonimo di migliori, ma se non sappiamo adeguarci ai tempi, vivere in mezzo ai giovani d’oggi, conoscerne i gusti, prevenirne le esigenze, andar loro incontro pur moderandone le esuberanze, noi saremo dei sorpassati, e mentre noi continueremo a discutere sulla tristezza dei tempi, la gioventù andrà per la sua strada e voltandoci le spalle ci convincerà che abbiamo fallito.
Per questo motivo abbiamo sempre profuso, nel limite delle nostre possibilità, tutte le energie disponibili affinché il Patronato potesse offrire alla propria gioventù quanto di meglio potesse pretendere per il divertimento.
Profuso è la parola esatta: cinema, teatro, passeggiate, sport, ritrovi, colonie, spettacoli ed attività di ogni genere hanno sempre costituito un impressionante passivo finanziario, che a dire il vero non ci ha mai fatto paura, che ha dimostrato a quali fini abbiamo teso con tutte le nostre energie.

cinema
Il cinema

Le prime proiezioni cinematografiche al Patronato pare risalgono all'inizio del 1930.
Nell'aprile 1938, con l'inaugurazione del nuovo salone, don Eugenio provvede all’installazione di un moderno impianto per la proiezione dei film sonori; viene ampliata la gamma dei film proposti che sono comunque sempre selezionati (e in certe occasioni tagliati!) al fine di risultare adatti per i ragazzi.
L'ingresso al cinema, per un fattore educativo, non è gratuito ma il prezzo è puramente simbolico e il ricavato non riesce mai a coprire i costi; ma poco importa purché i ragazzi restino in Oratorio e si divertano.
E visto che anche il cinema, come ogni altra attività oratoriana, non ha alcuna finalità di lucro ogni domenica pomeriggio una quarantina di ragazzi dell'Istituto S.Vincenzo di via Copernico, vengono ospitati gratuitamente ad assistere alla proiezione cinematografica.

Nel dopoguerra, per ricostruire l'aggregazione al Patronato e assicurare un divertimento a costo contenuto anche alle famiglie, don Eugenio dà inizio ad un'attività (che continuerà fin dopo la sua morte) che vede il cinema dell'Oratorio aperto al pubblico tutte le sere di domenica.
Inoltre, per diversi anni, nel periodo estivo il cinema anche per le famiglie viene proiettato all’aperto nelle sere di giovedì e domenica.
Naturalmente tutti i lavori relativi all'attività del cinema vengono svolti da giovani volonterosi.

Appassionato di fotografia, don Eugenio si cimenta, con l'avvento delle cineprese in "otto" e "super-otto", anche in numerose riprese cinematografiche trasformate in piacevoli filmini. Anche per questa attività don Eugenio favorisce l'iniziativa di alcuni giovani che, costituito il gruppo "CIACK", realizzano con ottime capacità interessanti e piacevoli filmati, tuttora ben conservati, sulle diverse attività e avvenimenti dell'Oratorio.

8 Febbraio 1975 Volendam scena finale
Il teatro

Per don Eugenio il teatro rappresenta un'attività ricreativa, alla quale presta una particolare attenzione, che valorizza per diverse ragioni.
L'allestimento, le prove e le rappresentazioni di un qualsiasi lavoro vincolano a lungo numerose persone che, in contrapposizione al sacrificio che l'impegno richiede sia per chi recita sia per chi collabora alle numerose attività indispensabili per una buona riuscita delle singole recite, al compiacimento per il successo relativo al lavoro compiuto sommano la soddisfazione di avere reso un buon servizio alla comunità.
Per chi invece assiste alle rappresentazioni risulta un sano divertimento e fattore educativo e per le famiglie diventa anche occasione per incontrarsi, conoscersi e integrarsi fra loro così come già avviene per i loro figli in Oratorio.

Impegnandosi, contemporaneamente o alternativamente, in qualità di regista, scenografo, costumista, truccatore, tecnico del suono e delle luci, manda in scena numerosissime accademie, commedie, farse, operette e riviste.
La buona riuscita di una rappresentazione è sempre curata con la stessa attenzione, sia che si tratti di far recitare pochi ragazzi sia di far recitare, come "Nel Paese dei Fortunelli”, fino a centottanta persone tra bambini, giovani e adulti.
Nel tempo, gli sforzi e l'impegno profusi sono coronati dalla soddisfazione di vedere realizzata nell'Oratorio una compagnia custode di una preziosa tradizione teatrale e di eccellenti capacità filodrammatiche, in continua evoluzione con i tempi, che oltre ai calorosi riconoscimenti tributati dal pubblico anche di ambienti esterni al Patronato Sant’Antonio, riceve particolari menzioni e prestigiosi riconoscimenti dalla Federazione Oratori Milanesi.

1956 - Il "Tecoppa" del Paese dei Fortunelli, impersonato dall'impareggiabile Cooperatore Candido Foscale, nella riprodnzione del dipinto di Rino Fermri (ex allievo del Pensionato)





1956 - Il "Tecoppa" del Paese dei Fortunelli,
impersonato dall'impareggiabile Cooperatore Candido Foscale, nella riproduzione del dipinto di Rino Ferrari (ex allievo del Pensionato)

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