Milano, 30 Maggio 2022 ore 18.30
Parrocchia Sacro Volto

CELEBRAZIONE EUCARISTICA
nel 45° Anniversario della morte di don Eugenio Bussa
PRESIEDUTA DA S.E. MONS. MARIO DELPINI ARCIVESCOVO DI MILANO


Omelia 

L’uomo vivente è gloria di Dio

1. Come renderemo culto a Dio?

La discussione che si scatenano intorno a Gesù hanno a che fare con il desiderio o il dovere di rendere culto a Dio, di riconoscere l’appartenenza al popolo di Dio in una forma gradita a Dio.
Nel desiderio della devozione si è insinuata, chi sa perché, la persuasione che per rendere culto a Dio, per dare gloria a Dio, è necessario il sacrificio. L’uomo, la donna devoti esprimono la loro devozione rinunciando a qualche cosa.
La rinuncia al cibo: il digiuno.
La rinuncia al tempo: la preghiera
La rinuncia al desiderio: la mortificazione

2. La contestazione di Gesù.

Gesù contesta queste forme di devozione e rivela quale sia il culto gradito a Dio, in che modo si debba dare gloria a Dio.

Date gloria a Dio con la gioia! La presenza di Gesù, la rivelazione del Padre è una buona ragione per fare festa, per essere lieti. Questa è l’intenzione di Gesù: perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Date gloria a Dio con una adorazione in spirito e verità. Lo Spirito che abita nel cuore dei credenti rende sinceri e docili, rende disponibili a dare non solo qualche frammento di tempo, qualche cosa tra le cose di cui si dispone. In spirito e verità, significa più una appartenenza che una prestazione, un dimorare nella casa come figli nel Figlio, piuttosto che come servi che cercano di accontentare un padrone.

Date gloria a Dio con la cura perché l’umanità dell’uomo e della donna giungano al compimento, per un umanesimo riconciliato. Tutto quello che è vero, quello che è giusto, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri (cfr Fil 4,8).
La gloria di Dio è l’uomo vivente.

Date gloria a Dio con l’accompagnamento di ciascuno a vivere la sua risposta alla vocazione.
Ciascuno è chiamato con un nome segreto da Dio a essere figlio di Dio e la pastorale giovanile deve essere pastorale vocazionale.

3. Don Eugenio Bussa, l’oratorio e la gloria di Dio.

La celebrazione di una ricorrenza significativa per ricordare don Eugenio diventa significativa perché incoraggia a raccoglierne il messaggio e a rilanciarlo in questo nostro tempo.

Possiamo riconoscere nell’opera di don Eugenio il modo di dare gloria gradito a Dio:
la gioia, la dedizione totale, la cura per la pienezza di umanità (relazionale, culturale, ambientale, sportiva), per la vocazione di ciascuno.

Il presidente dopo la consegna

arcivescovo in preghiera

S.E. Mons. Delpini, Arcivescovo di Milano, in preghiera sulla tomba di don Eugenio

Dal testamento spirituale di don Eugenio Bussa

La dedizione totale


In quarant’anni ho incontrato infinite
Difficoltà. Ho superato situazioni difficilissime (ai Benefattori)

Vi confesso che non ho mai risparmiato energie nel lavoro incessante, nella paziente opera di formazione, nell'assillante tormento per la scelta della via migliore (ai Genitori)

permettete che, dopo di avere offerto per Voi al Signore quarant'anni di energie, fatiche, speranze offra anche gli affetti più sacri perché, privato anche di questi, possa dire di appartenere soltanto e completamente a Voi (agli allievi)

La vita e le opere di don Eugenio Bussa

don Eugenio
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