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sitica.gif (2649 byte) graficapastorale.gif (5671 byte) "Quando uomini così grandi ci passano accanto non possiamo più vivere come se ciò non fosse accaduto: essi sono un dono e un richiamo all'imitazione e al dono di noi stessi per il bene dei fratelli". S.E Card.Martini

Erminio Vismara 

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HANNO SCRITTO E DETTO DEL Sig. VISMARA

 

 

Mons. Marco Ferrari, Vicario episcopale per la città di Milano ha scritto la seguente lettera al parroco don Sandro Villa

Milano, lO Giugno 1985 M. Rev.do Sac.

Don ALESSANDRO VILLA Parroco del Sacro Volto Milano

Carissimo Don Alessandro,

a nome di S. Em. il Cardinale e mio personale esprimo al Patronato S. Antonio e alla Parrocchia del Sacro Volto i sentimenti umani e cristiani di partecipazione al dolore per la Scomparsa del carissimo Sig. Erminio Vismara.

La sua opera presso il Patronato è stata lunga. - quasi cinquant' anni - e diuturna: ha condiviso la vita di migliaia di ragazzi e giovani che han trovato in questo luogo non solo vitto e alloggio ma vera comprensione e vera formazione.

Don Eugenio Bussa, l'indimenticabile animatore del Patronato, ha trovato in Erminio Vismara un aiuto costante e determinante per sostenere gli innumerevoli aspetti pratici e organizzativi delle varie sedi di questa benemerita istituzione.

Credo che anche di Lui si possa dire ciò che è scritto sulla tomba di Don Eugenio: «Sempre sulla breccia» e credo che a motivo della sua vita tutta dedicata al bene, sia giusto pensarlo, con Don Eugenio,

nella luce eterna del Signore. .

A te, caro Don Sandro, che hai potuto conoscerlo anche negli anni giovanili e apprezzarne la generosità e la dedizione, ai Cooperatori e ai giovani che l'hanno avuto amico e maestro di vita l'assicurazione della mia preghiera per Lui e per Voi.

Con viva amicizia, tuo nel Signore

Mòns. Marco Ferrari

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Don Alessandro Galli ha chiesto che venisse pubblicata la seguente sua riflessione

Il sac. don Alessandro Galli Direttore del Patronato S. Antonio dal 1977 al 1981 dal profondo del cuore

 

ringrazia il Signor

 

 

ERMINIO VISMARA

 

 

per la sua umile quanto preziosa collaborazione donata senza riserve, come Segretario e Cooperatore e membro del Consiglio di Amministrazione, fin dall'inizio negli anni immediatamente seguenti l'improvvisa scomparsa di don Eugenio;

addita

ai Giovani, alle Ragazze, a Tutti, il Suo modo virile di impegnare una intera vita lavorando per un Ideale grande pur in una posizione subordinata di servizio che fu sempre preciso, fedele e svolto con l’energia del suo carattere brillante;

chiede

a Dio Padre di premiarlo per le migliaia di Ragazzi, Giovani, Cooperatori, ex-Allievi, Genitori, Benefattori, dell'Oratorio e del Pensionato, che hanno avuto da Lui esempio integerrimo di Cristiano fedele all'Eucarestia, alla Madonna, al Papa, presenza incessante di lavoratore, gioiosa sollecitudine e bonari ammonimenti di Fratello Maggiore che hanno fatto di LUI un'asco1tata voce di equilibrio e di ottimismo nelle circostanze festose e nei momenti trepidi della lunga vita di una faticosa Opera per la Salvezza della Gioventù.

 

Milano, 7 Giugno 1985

 

 

Sac. Alessandro Galli

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Durante il funerale don Sandro Villa ha proposto ai fedeli la seguente meditazione

 

Il momento che stiamo vivendo deve esprimere e contemporaneamente approfondire la nostra fede, la speranza e l'amore: la fede nella vita, che oltre il momento della morte, continua nell'aldilà in un modo eterno. E perciò la fede nella risurrezione basata sulla risurrezione di Gesù. Questo, oltre ad essere un racconto di un fatto realmente accaduto, fonda la certezza che anche noi risorgeremo con Lui: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo: non è qui, è risorto ».

Durante la nostra vita quotidiana dobbiamo sempre ricordare, e non solo in questi momenti, che essa non si concluderà con la morte, ma che continuerà; che ci sarà un « dopo morte », che ci sarà una risurrezione anche per noi e che quella sarà una vita per l'eternità e che vivere la vita terrena, pensando a quella futura, e il non nasconderci queste verità che sono, poi, dei valori, vuol dire essere delle persone realiste.

Dobbiamo, oggi, durante questa S. Messa, rinnovare la nostra fede sia per noi, che per il Sig. Vismara.

Anch'egli risorgerà, ancora potremo incontrarlo.

Questa certezza, ci spinge anche a rinnovare la speranza che una vita passata per il Signore ha, per il Sig. Vismara e avrà per noi il premio del bene compiuto.

Questo premio è l'incontro con il Signore, che è stato amato durante la vita come bene sommo, e conseguentemente la nostra glorificazione.

Mi sembra che si possano applicare perfettamente al Sig. Vismara le parole della prima lettura: «Beati fin d'ora i morti che muoiono nel Signore: riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono ».

E' ora che riposi, lui che è stato fedele al suo posto di lavoro fino al giorno precedente il ricovero all'ospedale, lui che è stato « sulla breccia» come don Eugenio, sempre, crollando, come lui, di schianto, perché il fisico non poteva più reggere, minato com'era da numerosi malanni.

Ma sarebbe inutile per noi pensare ai suoi cinquant'anni di servizio fedele, generoso e metodico vissuto in spirito di donazione cristiana, se non riuscissimo a coglierne le motivazioni che l'hanno sorretto e leggerne la vita, come un messaggio, che, tramite la sua semplice persona il Signore vuole comunicarci.

lnnanzitutto le motivazioni: la seconda lettura ci illumina.

L'amore a Cristo, l'assoluto primato della vita spirituale sul materiale erano i suoi principi, che si esprimevano semplicemente così: orazioni, confessione frequente per stare in grazia di Dio, S. Messa domenicale, comunione frequente e catechismo.

I principi dell'Oratorio erano i principi suoi, erano l'espressione concreta dell'amore a Dio, che ha scelto di servire nell'opera del Patronato. Cristo è risuscitato e sta alla destra del Padre per intercedere per noi: perciò sono persuaso che nulla potrà mai separarmi dall'amore di Dio, in Cristo Gesù.

Non mi può separare la stanchezza di una lunga vita di servizio, i cambiamenti dei direttori del Patronato e l'avvento della Parrocchia, la crisi che ha coinvolto i giovani, che ha portato al calo di presenze nell'oratorio, segno della crisi spirituale in atto...

Non si è lasciato travolgere dagli eventi perché radicato in Gesù Cristo, del quale, quotidianamente, leggeva la parola meditandone il Vangelo del giorno.

Oltre a questi principi, che già sono messaggio per noi, dobbiamo credere che è stato strumento del Signore, non solo per contribuire alla presenza della Chiesa all'Isola Garibaldi a fianco di don Eugenio, ma per essere parola viva di Dio, che ha lasciato agire nel suo cuore. E questa parola è rivolta ,in particolar modo ai giovani.

- la capacità di fare delle scelte coraggiose, anticipando di decenni il volontariato: la scelta del servizio.

- un servizio disinteressato: l'istituzione, gli altri, i ragazzi dell'oratorio e i giovani del Pensionato prima di lui.

Senza nessun calcolo: né di fatica, né di soldi (ha trattato soldi rimanendo sempre con le mani pulite: oggi è un esempio), né di tempo.

- un servizio fedele: la fedeltà è una virtù che oggi manca: ci si stanca in fretta. Se una cosa non piace, la si smette, si contesta... La fedeltà ad una scelta! La scelta di stare con i ragazzi, i piccoli, anche se non danno soddisfazioni, ma solo stanchezza...

- la testimonianza che la vita spirituale non è qualcosa di importante, ma. è la prima, la più importante, che deve stare al vertice dei valori.

- la discrezione, la semplicità (quante volte mi ha incoraggiato con una mano sulla spalla), la ricerca dell'armonia e della pace anche quando è stato trattato male da alcuni ragazzi...

e potremmo continuare, ma ognuno di noi ha il suo messaggio; che deve essere accolto e ascoltato.

 

Infine dobbiamo, oggi, esprimere il nostro amore per lui nella preghiera. Preghiamo. perché il Signore lo accolga, gli perdoni i difetti della sua natura umana e lo premi per il bene compiuto.

Occorre pregare intensamente per. questo perché è il bene più grande che gli possiamo volere, con la serenità nel cuore, e, direi, addirittura con la gioia di poterlo accompagnare al Signore, di affidarlo a lui senza timori, addirittura con orgoglio...

 

Riprendiamo la S. Messa con questi pensieri nel cuore ringraziando il Signore di aver messo al nostro fianco. una persona così, di averci fatto sapere, tramite la vita di Vismara, come dobbiamo vivere e come fare per essere anche noi suoi servitori fedeli nella Chiesa.

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